I tipi di dolore
Il dolore sopravviene in noi come una ferita aperta e provoca lo stesso bruciore, soltanto in maniera inversa rispetto alla felicità. Brucia e non procura più alcun benessere.
Come un lutto quel dolore ora va elaborato, cambia radicalmente il nostro modo di vedere il mondo circostante e di vedere il nostro riflesso perché banalmente (risulta superfluo ribadirlo), fa male per davvero.
Allora forse dovremmo prendere la felicità per mano quando arriva e non sentirci in colpa perché siamo stati una volta tanto, finalmente, enormemente, FELICI.
Ma vallo a dire alla nostra coscienza che non è così che si fa. Lei non vuole mica saperne dei nostri quesiti. Lei ama sentire il dilemma della “colpa” e farti avvertire il disagio, l’inadeguatezza.
Certi dolori ti cambiano, così come certe felicità che ti sei voluto concedere, è innegabile.
Anni in cui mi sentivo oppresso, mettevo la felicità altrui prima della mia. Ma tempeste, nuvole nere mi spensero la fiamma.
Proprio per questo motivo si deve abbandonare ogni senso di colpa e vivere la propria felicità, per quanto essa duri meno del dolore come ultimo lascito del suo passaggio.
Einstein sosteneva che ci sono due modi di vivere la vita: Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.
È così che voglio pensarla: voglio ringraziare anche il dolore perché è servito a formare ogni mio giorno, ogni frammento di vita che ho compreso, perché sto cambiando nel modo migliore in cui si potesse cambiare; sto percependo l'ambiente, i profumi, le piccole cose che per un lungo periodo si sono oscurate, ho il sorriso sapendo che la sofferenza è sempre dietro l’angolo che mi aspetta, ho capito che non devo più tenere nulla dentro di me rischiando di morire dentro; ho compreso che il dolore è vita: la mia vita, la vostra, quella di tutti noi. E non intendo privarmene.
Si guarisce da tutto, anche da un dolore emotivo che ti cambia soprattutto in meglio.
Tenta di realizzare che nessuno potrà nuocerti.
È come affronterai la tua parte nuova che cambierà il tuo scenario.
Come un lutto quel dolore ora va elaborato, cambia radicalmente il nostro modo di vedere il mondo circostante e di vedere il nostro riflesso perché banalmente (risulta superfluo ribadirlo), fa male per davvero.
Allora forse dovremmo prendere la felicità per mano quando arriva e non sentirci in colpa perché siamo stati una volta tanto, finalmente, enormemente, FELICI.
Ma vallo a dire alla nostra coscienza che non è così che si fa. Lei non vuole mica saperne dei nostri quesiti. Lei ama sentire il dilemma della “colpa” e farti avvertire il disagio, l’inadeguatezza.
Certi dolori ti cambiano, così come certe felicità che ti sei voluto concedere, è innegabile.
Anni in cui mi sentivo oppresso, mettevo la felicità altrui prima della mia. Ma tempeste, nuvole nere mi spensero la fiamma.
Proprio per questo motivo si deve abbandonare ogni senso di colpa e vivere la propria felicità, per quanto essa duri meno del dolore come ultimo lascito del suo passaggio.
Einstein sosteneva che ci sono due modi di vivere la vita: Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.
È così che voglio pensarla: voglio ringraziare anche il dolore perché è servito a formare ogni mio giorno, ogni frammento di vita che ho compreso, perché sto cambiando nel modo migliore in cui si potesse cambiare; sto percependo l'ambiente, i profumi, le piccole cose che per un lungo periodo si sono oscurate, ho il sorriso sapendo che la sofferenza è sempre dietro l’angolo che mi aspetta, ho capito che non devo più tenere nulla dentro di me rischiando di morire dentro; ho compreso che il dolore è vita: la mia vita, la vostra, quella di tutti noi. E non intendo privarmene.
Si guarisce da tutto, anche da un dolore emotivo che ti cambia soprattutto in meglio.
Tenta di realizzare che nessuno potrà nuocerti.
È come affronterai la tua parte nuova che cambierà il tuo scenario.

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