Il tagliando della vita
Capita, come alle auto, agli oggetti, a qualsiasi elemento esistente soggetto ad usura che debba essere manutenzionato.
Sono uscito dall'officina, dai bravi meccanici e che mi hanno detto " qui, è tutto riparato, gira la chiave, accendi e prosegui il tuo viaggio, passando ogni tanto per un controllo di routine".
Tre mesi dove una persona si deve fermare la vita per riordinare ogni stanza, sgomberare scheletri e ridipingere le pareti. Buttare fuori dalla finestra i mobili pesanti che fanno male, sedersi in mezzo alla stanza vuota allagandola di pensieri e disperazioni.
Lottare contro i pensieri e la mente acida e tossica, battaglie vinte e perse.
Nero, freddo, buio e nebbia gelata sulle spalle, brividi senza vestiti.. e non avere la voglia di coprirsi credendo di essere soggetti a questo tragico destino.
Ma una mano arrivò per caso con una semplice domanda.
Mi sentii strappato come tirare un gatto incastrato in un buco.
Lamenti, urla, ma la forza che tirava era un senso unico. Ma era l'unica via.
Il percorso verso l'uscita è stato violento, duro, mi ha lasciato lunghi tagli e ferite. Ma dovetti "pagare" per forza.
Al gelo e al buio seduto su un campo gelato non avrei avuto scampo con quei pensieri troppo potenti.
3 mesi di stop totale, di reset..
Da domani si cammina, si inizia la vita lavorativa dopo 3 mesi di "tagliando".
Che dire a chi ci è dentro, a chi sta cadendo, a chi vorrebbe uscire o a chi a deciso di restare in quel campo gelato e freddo senza vestiti?
La mia risposta: sicuri di aver goduto del tutto la vita? Sicuro di non aver perso nulla? Sicuro che i tuoi cari avrebbero capito? Sicuro di aver vissuto a 360 ?
E soprattutto: ti sei ricordato che esisti? Sai qual è la tua identità? Sai chi è IO?
" la speranza è l'ultima a morire" una frase che è un arma a doppio taglio. Da dimenticare.
Bisogna trovare il motivo, quel " e dai proviamoci", chiedere e allungare una mano. So che è difficile vedere la mano che vuole aiutarti mentre le tue sono rivolte a terra rassegnate con le dita viola dal gelo e bagnate di sangue.
Devi solo alzarle. Inizia un viaggio violento e tenebroso, peggio dei tuoi pensieri in quel campo. Ma da questo vortice assurdo e massacrante intravvederai la luce.
Resisti, datti un motivo, una possibilità, un " vediamo dove mi porterà che peggio di così non può andare".
Vivi il bello, vivi il brutto, la ferita guarisce, siamo fatti per cadere e rialzarci.
Domani apro gli occhi al traffico, al sole e al nuvolo sapendo che gli angeli sono anche qui tra di noi pronti ad aiutarti.
Ci sono giorni che non devono aver data, non hanno motivo di essere ricordati.
Ora a me le briglie della vita!
Grazie!



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